BIRRA ARTIGIANALE E INDUSTRIALE

Pensiamo sia utile se non indispensabile un accenno a quello che per noi vuol dire “artigianale”, termine molto utilizzato anche se a volte indebitamente…
“Birra artigianale” significa birra non pastorizzata (che non abbia subito trattamenti termici) e non filtrata (che sia stata “spinta” attraverso filtri che trattengono particelle di determinato diametro).

Questi processi in generale “stressano” la birra, impoverendo e deteriorando aromi e profumi a favore di una maggiore resistenza a sbalzi di temperatura, soste sotto al sole e mesi e mesi di scaffale alla luce.

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Se non hanno mai dato il premio nobel a quello che ha inventato la birra non sono credibili.
(postofisso2012, Twitter)

 

Secondo Randy Mosher – autore di di fama internazionale ed esperto nel campo della birra e dell’homebrewing – la passione è addirittura l’unico elemento discriminante per distinguere una birra artigianale da altra. Ecco le sue parole da un’intervista di BBTex:

“Impossibile da definire, più fai regole, più ci sfugge. Sono le persone che la fanno che risultano decisive per la definizione. E’ artigianale quando è guidata dalla passione. 

Chi fa marketing, e decide cosa il consumatore vuole, quello fa birra industriale, perchè perde il legame con la gente.”

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La definizione di birra artigianale deve quindi cercare di stabilire criteri molto elastici, tenendo in considerazione anche caratteristiche non direttamente misurabili, cercando, a nostro avviso, di andare più a fondo rispetto a quello cosa ci viene proposto come qualità.